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1910 "Il mio idroplano" dell'Ing. Enrico Forlanini

 
 

L'apparecchio è stato brevettato sotto il nome di apparecchio idrovolante; infatti esso eseguisce un vero volo idraulico, essendo sostenuto dall'acqua in modo analogo a quello con cui si sostengono nell'aria gli uccelli e gli aeroplani, vale a dire per la reazione dinamica dell'acqua su delle superfici o alette attaccate al corpo dell' apparecchio, i quale rimane completamente fuori dell'acqua durante il funzionamento, L' idea di utilizzare 1 a reazione dinamica dell' acqua non è nuova, ma finora non è stata applicata con successo, ad eccezione di quanto è stato fatto cogli apparecchi glisseurs. denominati ricochets; in questi apparecchi però, lo scafo non si solleva dall' acqua ma scivola sulla superficie della medesima, il che si oppone al raggiungimento di grandi velocità, La caratteristica più importante dell' apparecchio è che la resistenza dell'acqua all'avanzamento è indipendente dalla velocità dell'apparecchio, e perciò costante, ed eguale circa ad un dodicesimo del peso totale; la resistenza totale all'avanzamento è solo aumentata dalla porzione di resistenza dovuta all' aria, porzione che è naturalmente proporzionata al quadrato della velocità. Simili apparecchi potranno per conseguenza raggiungere nell' avvenire delle velocità di 100, ed anche 150 chilometri all' ora; e potranno pure cambiarsi in veri apparecchi volanti coll' aggiunta di superfici di sostegno aeree. Dopo sei anni di esperienze, 1 'autore può ormai ritenere di essere arrivato a risultati pienamente soddisfacenti e definitivi. Il primo idroplano, provato negli anni 1905-1906-1907, aveva già dimostrata la bontà del nuovo sistema, ma il suo funzionamento era sempre stato compromesso dall'assoluta mancanza di regolarità del cattivo motore da 70 HP di cui era munito. Un altro idroplano, provato nel 1908-1909, aveva un impianto a motore a vapore, col quale il funzionamento fu assai più regolare, ma la potenza disponibile era di soli 25 HP; pure l'apparecchio, pesante più di una tonnellata, raggiunse delle velocità superiori ai 50 chilometri all'ora. L'idroplano recentemente provato (vedi fotografie) pesa due tonnellate comprese due persone di equipaggio (oltre a queste può portare quattro passeggieri) ed ha un motore Fiat di 100 HP; esso è già arrivato alla velocità di 75 chilometri all'ora, e questa velocità potrà essere ancora aumentata coll' introduzione di alcune leggere migliorie che sono attualmente in corso di esecuzione. Anche senza queste migliorie, I'idroplano ha potuto eseguire il 23 dicembre scorso un piccolo raid di andata e ritorno da Laveno a Locarrno distanza 34 chilometri - coprendo il percorso in 29' cioè colla velocità media di 70 chilometri all'ora. Questo idroplano ha uno scafo in lamiera lungo 10 metri; a prua ed a poppa sono fissati trasversalmente a questo scafo due robusti tubi d'acciaio lunghi circa m. 3,50, alle cui quattro estremità libere, a destra e a sinistra dello scafo sono assicurati, mediante opportune astine di sostegno, dei sistemi di alette sovrapposte, in acciaio di alta resistenza, lavorate con estrema cura. Queste alette sono di dimensioni decrescenti dall'alto al basso. Quando l'idroplano è fermo e galleggia sull'acqua, come un'imbarcazione ordinaria, esse si trovano immerse nell'acqua. Non appena l'idroplano per effetto della spinta della sua elica comincia a muoversi in avanti, l'acqua esercita sulle alette, aventi una leggiera inclinazione sull'orizzontale, uno sforzo verticale, precisamente come, fa l'aria sulle ali degli uccelli e degli aeroplani ;lo scafo quindi tende a sollevarsi, a diminuire la sua immersione e quindi la resistenza all'avanzamento, sicchè la velocità può crescere.

Così si arriva ben presto a un momento in cui tutto lo scafo si trova intieramente sollevato sopra il livello dell'acqua. A questo punto la velocità cresce anche più rapidamente, e di mano in mano le varie alette sovrapposte vanno uscendo una dopo l'altra dall'acqua; finchè alla massima velocità soltanto le ultime vi rimangono appoggiate, mentre il fondo dello scafo si trova; a circa 65 centimetri sul livello dell'acqua. 


Ing. Enrico Forlanini

 

1910 "Il mio idroplano" dell' Ing. Enrico Forlanini

Pubblichiamo questa intervista apparsa nella rivista del TCI del 1910 sul noto idroplano dell'Ing. Forlanini a parlare lo stesso ingegnere che illustra l'esperienza acquisita nel 1910 con il prototipo: